Quando ascolto certi discorsi sulla mindfulness sui social, la prima sensazione che provo non è serenità, ma distanza. Vedo persone che parlano lentamente davanti a stanze perfettamente ordinate, illuminate dalla luce giusta, con una tazza fumante tra le mani e nessun rumore capace di interrompere quel momento. Raccontano quanto sia importante restare nel presente, lasciare andare le preoccupazioni e non permettere alla mente di correre verso il futuro. Il principio può essere valido, ma il modo in cui viene presentato spesso sembra appartenere a una vita diversa dalla mia e da quella di molte persone comuni. È facile invitare gli altri a non preoccuparsi del domani quando non si vive ogni mese con la calcolatrice in mano. È più semplice parlare di pace interiore quando una bolletta inattesa non rischia di compromettere il bilancio familiare, quando il lavoro è stabile e quando si può delegare una parte dei problemi quotidiani. Non penso che tutti i personaggi di YouTube abbiano vite p...